«Avevo solo due alternative – restare all’ufficio postale e impazzire… o andarmene per giocare a fare lo scrittore e continuare a vivere. Decisi di vivere» – Charles Bukowski

La monotonia del posto fisso: questo articolo non è un invito a lasciar tutto nè a scappare via senza pensarci troppo. Questo articolo però, è un invito a riflettere sulla propria vita e sulla propria felicità.

Stai facendo realmente ciò che sogni? Stai lavorando per vivere o stai vivendo per lavorare? Ciò che fai ti soddisfa veramente o lo fai solo perchè qualcuno ti ha detto che è giusto così?

Sei veramente convinto che sia il posto fisso a renderti felice o senti anche tu, la pesantezza e la monotonia del posto fisso? La storia di Charles può esserti di ispirazione.. 

Charles Bukowski – o “Hank” per gli amici – trascorse parte della sua vita lavorando per le poste statunitensi. Bukowski trovava il posto  fisso noioso e distruttivo per la sua anima, perché ripetitivo e profondamente insoddisfacente.

Nel 1971 Charles Bukowski lasciò finalmente il suo lavoro all’ufficio postale.

Aveva 49 anni e odiava profondamente quel lavoro, quel posto fisso. Il suo sogno era sempre stato quello di diventare uno scrittore a tempo pieno. Un giorno ricevette un’ assurda proposta da un editore chiamato John Martin: “100 dollari al mese per tutta la vita a patto che lasciasse il suo lavoro e scrivesse a tempo pieno”.

Decise di provarci, nonostante la sua età, decise di credere nei suoi sogni.

Diciassette anni più tardi, un Charles entusiasta, scrive a Martin, per fargli conoscere tutta la sua gratitudine.

Il lavoro così ripetitivo soffocava la sua vena artistica, rubava tutto il suo tempo liber, ed è  solo grazie a Martin, che fece una cosa nuova, rivoluzionaria, riuscì a dedicarsi a ciò che davvero voleva dalla vita.

Per dirgli grazie, Bukowski scrive la lettera che vi riportiamo qui sotto. Una lettera piena di intensità, sensibilità, cinismo, serietà e coscienza di se stessi. Tutti tratti distintivi di Bukowski. 

 

Ciao John,

Grazie per avermi scritto. Non credo  faccia male, a volte, ricordare da dove si viene.

Tu sai i posti da dove vengo io. Le persone che ne scrivono o ci fanno i film, non ne hanno idea. Chiamano quella vita “dalle 9 alle 5” ma quel tipo di lavoro non è mai dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio.

Non hai la pausa pranzo in quei posti, perché gli altri dipendenti, temendo di perdere il lavoro, preferiscono non farla.

E poi ci sono gli straordinari e i registri non sembrano mai dire davvero quanto tempo ti sei fermato in più. E se ti lamenti di tutto ciò, ci sarà un altro sfigato come te pronto a prendere il tuo posto.

Conosci il mio vecchio detto? “La schiavitù non è mai stata abolita, si è semplicemente estesa a tutti i colori della pelle”.

Ciò che mi fa male è vedere la decadenza costante di questa umanità che lotta per tenere lavori che non vuole ma ha troppa paura dell’alternativa.

Le persone sono vuote. Sono semplicemente corpi pieni di paure, con menti obbedienti. Non hanno più colori negli occhi. Le loro voci diventano orrende. E così i loro corpi. I capelli, le unghie, le scarpe. Tutto diventa orrendo.

Da ragazzo non potevo credere che le persone scambiassero le loro vite per quelle condizioni. Da vecchio uomo che sono oggi, non riesco ancora a crederci.

In cambio di cosa accettano una vita del genere? Il sesso? La televisione? Un’automobile a rate? Avere dei figli? Figli che avranno la loro stessa misera vita?

Tanti anni fa, quando ero giovane e passavo da un lavoro all’altro, ero così ingenuo che a volte volevo conversare con i miei colleghi: “Hey, ma vi rendete conto che da un momento all’altro il capo può entrare qui dentro e mandarci tutti a casa?”

Loro mi guardavano. Per loro rappresentavo un pensiero che non volevano entrasse nella loro testa.

Ora nel mondo del lavoro ci sono licenziamenti di massa. Centinaia di migliaia di persone si ritrovano senza un lavoro e sono sconvolti.

“Ho dedicato a quel lavoro 35 anni della mia vita…”

“Non è giusto” … “Non so cosa fare”

La verità è che gli schiavi non vengono mai pagati abbastanza per potersi liberare. Vengono pagati il giusto per poter sopravvivere ed essere costretti ad andare a lavorare ogni giorno. Io vidi tutto questo. Perché gli altri non ci riescono? Immagino che per me la panchina del parco o il bancone del bar andassero già bene. Perché non finire subito lì?

Perché aspettare che mi togliessero il lavoro?

È stato un sollievo enorme uscire da quel sistema di merda. E ora che sono qui, un cosiddetto scrittore professionista, dopo aver ceduto i primi cinquant’anni della mia vita, mi rendo conto con ancora più lucidità di quanto sia disgustoso.

Ricordo una volta, lavoravo in un’azienda di imballaggi.

A un certo punto uno degli altri operai ebbe una crisi e disse ad alta voce: “Io non sarò mai libero!” Passò uno dei capi lì vicino (si chiamava Morrie) e fece una risata orribile, godendo del fatto che quell’uomo era intrappolato per tutta la sua vita.

Ho avuto la fortuna di scappare da quei posti e non importa quanto ci ho messo: mi ha donato una forma di gioia che ha il sapore del miracolo.

Ora scrivo con una mente vecchia dentro un corpo vecchio, ben oltre quell’età in cui gli uomini pensano di poter ancora scrivere. Ma visto che ho iniziato così tardi, lo devo a me stesso: devo continuare.

E quando le parole diventeranno indistinguibili e avrò bisogno di qualcuno che mi aiuti per fare le scale e non riuscirò più a distinguere un uccellino da una clip in metallo, sono sicuro che comunque ricorderò  bene come sono uscito dal massacro della vita in fabbrica per riuscire almeno a morire in modo generoso.

Non aver sprecato interamente la mia vita mi sembra un gran bel successo.

Charles Bukowski, 1988

 

Liberati: le alternative ci sono e sono anche per te

Siamo nell’era delle alternative, ci sono lavori o business, che possono permetterti di raggiungere la libertà che desideri.

Lotta per realizzare ciò che ti rende felice, non vivere una vita che qualcun’altro ha scritto per te.

Scegli di essere felice, scegli di scrivere tu questa storia, perché questa è la tua vita.

Se hai bisogno d’aiuto per fare questo salto, se hai bisogno di pianificare la tua nuova vita, ricordati che puoi iniziare un bel percorso con uno dei nostri coach.

CLICCA QUI

 

Impiego giorni per scrivere articoli come questo. Se ti è stato utile o pensi possa aiutare qualcuno, per favore condividilo, basta un click!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Leggi anche

Come cambiare vita: Scopri il Principio della Rana Bollita di Noam Chomsky

Scopri come dare una svolta  alla tua vita seguendo il principio della rana bollita 🐸 Ti s…