TRASFORMA UN FARO ABBANDONATO IN HOTEL DI LUSSO

Questa è la storia di Alessio Raggio, imprenditore cagliaritano che dopo una tragedia familiare decide di realizzare il suo sogno d’infanzia…

Non è una storia di successo qualsiasi. La storia di Alessio è una storia fatta di tanto coraggio, perseveranza ed emozioni forti.

Una storia che mi tocca il cuore considerato che si svolge completamente nel piccolo paese in cui sono nata è cresciuta…

IL FARO DI CAPO-SPARTIVENTO

Costruito nel 1854 dalla Marina Militare Italiana, il Faro di Capo Spartivento fu uno dei venti fari reali voluti da Vittorio Emanuele di Savoia, le cui iniziali capeggiano ancora nel fregio in ferro battuto che sovrasta la porta d’ingresso. Mitragliato dagli aerei americani durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio subì al termine del conflitto il suo primo e unico restauro.

Ospitò la famiglia dei faristi fino agli anni ‘80, quando l’automazione spazzò via i cambi della guardia. Caduto nell’oblio per oltre 30 anni, nel 2006 ha inizio la seconda vita del Faro.

Il Faro Capo-Spartivento è oggi il primo e unico faro in Italia destinato all’accoglienza, premiato dai vertici della Marina Militare Italiana come esempio di recupero di architettura militare.

Alessio e il sogno di recuperare il faro abbandonato

Dal 1991, Alessio, sognava di recuperare il Faro di Spartivento…

Nato a Cagliari nel marzo 1969, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze politiche all’Università di Cagliari, con 110 e lode. L’anno seguente frequenta un Master in Diritto internazionale alla Sorbonne di Parigi e subito dopo un altro alla Luiss di Roma per la preparazione all’esame di diplomatico.

L’idea, in effetti, era di seguire quella carriera, contagiato dalla passione di mio padre Andrea per le istituzioni internazionali, giacché è stato per cinque anni anche questore al Parlamento europeo di Strasburgo.

In realtà non ho nemmeno tentato di dare il concorso, perché la mia ambizione era un’altra.

LA PASSIONE PER L’HOCKEY

La sua vera passione era l’hockey su prato, “la mia vera droga; vivevo dentro lo stadio Amsicora di Cagliari, mi allenavo per cinque o sei ore il giorno, e tutti i miei migliori amici provengono da quel mondo”

Proprio in quello stadio, l’imprenditore Raggio apre la sua prima attività commerciale, nel 2000, inaugura così un centro sportivo ancor oggi attivo, sotto le gradinate fatiscenti e abbandonate. 

Uno sporting center, tuttora fra i maggiori della Sardegna, e che segna anche una svolta importante per il suo orientamento imprenditoriale.

LA PASSIONE PER IL RECUPERO DI POSTI ABBANDONATI

Intuisce difatti che la passione che avrebbe sostituito l’hockey col tempo sarebbe stata di recuperare posti abbandonati e trasformarli in cose vive ed esperienze per me uniche.

La motivazione non manca. Nel 1991 aveva in effetti già fatto domanda per il Faro di Spartivento. Il Demanio non mi risponde per dieci anni, poi un giorno arriva una raccomandata che m’invita alla gara.

LA TRAGEDIA FAMILIARE

Nel frattempo una tragedia lo motiva ancora più a recuperare la vecchia struttura fatiscente e abbandonata da 45 anni (rimasto in consegna al Ministero della Difesa- Ramo Marina fino al 2003, quando è stato dismesso e riconsegnato allo Stato).

Il fratello Luca, maggiore dei tre, muore proprio sotto il faro in una battuta di pesca subacquea.

“Mi trovavo in Olanda con la nazionale di hockey per un raduno, e quel lutto cambiò per sempre la vita mia e della mia famiglia, che in onore in di mio fratello creò la Fondazione Solidarietà e diritti Luca Raggio“.

La volontà di realizzare l’impresa diventa ancora più ferrea a questo punto. Alessio partecipa alla gara a offerte (al progetto “Valore Paese-Fari” del Demanio).

“Vinco anche il quarto lotto e investo tutto i proventi dei miei due locali sulla ristrutturazione”.

L’imprenditore sardo nei primi anni 2000 aveva difatti lanciato due attività nel centro storico di Cagliari, il Caffè del Candia, e il Caffè degli Spiriti sulla terrazza del Bastione Saint Remy (il primo ebbe una recensione di mezza pagina sul New York Times).

Entrambi i locali sono ancora attivi. Sul Faro punta tutto, malgrado “assurdi blocchi e deliri tipici italiani che mi bloccano per quattro anni”.

Vince inoltre il bando della legge 488 turismo, “che mi faccio anticipare dalla banca e che mi viene in gran parte divorata dalla stessa con interessi passivi (ben 180.000 euro), perché il ministero per anni non aveva più fondi e aveva così bloccato le erogazioni”.

Insomma, Raggio indebolisce le società titolari dei locali (sanissime), accende un mutuo di liquidità sulla sua casa di proprietà, ipotecandola.

Questa e altre peripezie, finché nel 2007 apre la “casa per gli ospiti”, il Faro di Capo Spartivento, sull’omonimo promontorio, in località Chia “Domus de Maria”, a 50 km dall’aeroporto e dalla città di Cagliari.

Nasce così una guest house di lusso con 6 camere senza reception né menù fisso. Alessio riesce a realizzare il suo sogno imprenditoriale con successo.

“Si è accolti dal maggiordomo e lo chef cucina in base alle esigenze di ognuno”. Per intenderci, il Faro si appoggia anche a due pescherecci che procurano il pesce fresco ogni giorno. Poi si cena dove si vuole, in terrazza davanti al mare, o in salone.

Il tam tam su una struttura così piccola dà risultati straordinari in breve tempo. Hanno soggiornato qui eccellenze mondiali dell’imprenditoria, arte, medicina, premi nobel. Da quasi otto anni andiamo davvero alla grande.

Raggio ha anche ricevuto un importante riconoscimento dalla Marina Militare per il recupero della struttura. 

“Non solo. Diversi ospiti importanti mi hanno proposto di sviluppare per loro conto progetti di recupero di particolari proprietà, e in tre casi ho accettato, realizzando e aprendo su commissione guest house in Svizzera e Italia”

Per essere un faro, devi essere così forte da resistere a ogni forma di tempesta, a ogni genere di solitudine e devi avere una luce potente dentro di te!
(Mehmet Murat İldan)

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