Come si diventa imprenditori? Il titolo di quest’articolo è “Come diventare imprenditori e cosa significa essere imprenditori”; voglio partire, però, con il dirti cosa significa per me essere un imprenditore.

Perché puoi diventare imprenditore, solo quando capisci cosa significa “essere” imprenditore.

Cosa significa essere imprenditore

“Essere o non essere…questo è il problema” direbbe qualcuno…😊

Se fai qualche ricerca su Google, quello che trovi è questo: “Un imprenditore è una persona che organizza e gestisce un’attività economica, assumendosi un rischio finanziario: il cosiddetto rischio d’impresa.”

Ok…ma non è proprio quello che penso io!

Un imprenditore è per me un visionario, un sognatore, che i sogni li realizza sul serio.

L’imprenditore è una persona che pensa a come può migliorare il mondo che lo circonda.

L’imprenditore è una persona che guarda in faccia la realtà e che vede il mondo per quello che veramente è.

È una persona come tante, ma con qualche piccola grande differenza. Il vero imprenditore, infatti, ha il coraggio di guardarsi dentro.

Ha il coraggio di guardare in faccia le sue paure, le sue fragilità, i suoi mostri…tutto quello che non va in lui e attorno a lui.

La piccola grande differenza, tra un vero imprenditore e uno che non lo è per niente, è che il vero imprenditore non se ne sta con le mani in mano a guardare il mondo che va a rotoli.

Infatti, il vero imprenditore è colui che cerca di migliorarsi ogni giorno e di migliorare la vita di tutti gli altri.

Lo fa affrontando i suoi mostri e le sue difficoltà. Lo fa creando cose nuove e utili e non fa tutto questo solo per se stesso.

Quando un imprenditore combatte e lotta per risolvere dei problemi, per mantenere vive le sue aziende, lo fa per lasciare questo mondo migliore di come lo ha trovato.

Non si assume solo il rischio d’impresa, si accolla tutto, gioie e dolori.

Se non esistessero questi veri imprenditori, questi visionari pazzi e coraggiosi, questo mondo resterebbe sempre uguale.

Quindi, prima di chiederti come si fa a diventare un imprenditore, chiediti se sei pronto ad “essere” un vero imprenditore.

Se sei disposto a soffrire e a combattere tu per gli altri.

Se sei disposto a risolvere ogni giorno dei problemi, pur di vedere realizzata la tua visione, il tuo sogno.

A muoverti o a smuoverti non può essere solo l’idea di un conto in banca bello pieno.

A smuoverti quel qualcosa dentro deve essere la voglia di lasciare questo mondo migliore di come lo hai trovato.

Una Favola per imprenditori e aspiranti imprenditori

Proprio ieri leggevo questa storia di Jodorowsky (un mistico occidentale).

Ed in questa storiella ci vedo molto di quello che un imprenditore deve fare nella sua vita.

Deve avere il coraggio di aprire gli occhi davanti a un mondo che li tiene chiusi, ma soprattutto accorgersi che prima li teneva chiusi anche lui.

Questo ha un po’ a che fare con la malattia di noi altri di voler migliorare se stessi per migliorare la o le proprie aziende di continuo.

La città senza finestre

In quella città quasi nessuno aveva le finestre. Le case erano cubi neri. Non si conosceva la luce.

Le strade erano percorse da fiumi di tenebre perché l’atmosfera contaminata formava uno scudo impenetrabile per le carezze del sole.

Gli abitanti di questo mondo non avevano il naso.

Sentendosi felici, abitavano nell’ombra, preoccupati solo di lavorare per riempire lo stomaco e soddisfare i loro desideri sessuali.

 

Un bel giorno comparve un’anziana che gridava: “Vendo una lampada e un naso!”.

Un tizio che passava di lì si sentì attratto da quella strana signora: i suoi occhi brillavano al buio come due lucciole. Comprò la lampada e il naso. Quando stava per pagare, l’anziana non volle i suoi soldi.

L’uomo tornò in tutta fretta nel suo cubicolo.

Appena ebbe chiuso la porta, un odore insopportabile gli invase le fosse nasali fino a scuotergli il cervello.

Allora accese la lampada: quella che aveva sempre creduto una stanza bella, pulita, tranquilla, era in realtà un nido di ragni, spazzatura, cibi imputriditi, mobili tarlati, strati di unto, escrementi di ratto.

Non riuscì più a vivere in quel posto schifoso!

Vagò per le strade finché incontrò di nuovo la vecchia signora.

“Strega, cosa hai fatto alla mia casa elegante? Prima vivevo bene, come tutti gli altri, ma appena ho messo il naso e ho acceso la lampada, quei due oggetti hanno cambiato il mio mondo. Perché tanta cattiveria?”

L’anziana signora rispose: “Il tuo mondo non è cambiato: è sempre stato così!”.

Prima non te ne accorgevi e credevi di stare bene in un posto che presto o tardi ti avrebbe distrutto.

Quando si acquisiscono organi nuovi e si accende la luce, soffriamo perché riusciamo a vedere noi stessi come siamo davvero e non come crediamo di essere.

Adesso che sai com’è la tua realtà, devi aprire le finestre, uccidere i parassiti, pulire le pareti, disinfettare la tua casa e solo allora potrai essere felice.

E a quel punto dovrai dare la lampada e il naso a qualcun’ altro, proprio come ho fatto io.

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