Come star bene da soli: In questo articolo voglio parlarti della paura della solitudine e darti 3 suggerimenti su come superarla.

Prima di tutto ti ringrazio per essere qui 😊 io sono Alessandra e insieme a Luisiana sono la fondatrice di MyOhana.it un sito creato per aiutare le persone a raggiungere il successo nelle vita.

La paura della solitudine ci porta spesso a fare scelte sbagliate e a rimanere in situazioni che continuano a farci del male.

Talvolta arriviamo a vivere una vita che non è la nostra, che non rispecchia affatto i nostri valori e i nostri desideri. Eppure continuiamo a viverla e ad accettarla passivamente… quindi come si fa a star bene da soli?

La parola solitudine deriva dal latino “solus” (solo), anche se alcune fonti sostengono che il termine derivi da “sollus”, cioè “intero”, che non ha bisogno di altro per completarsi. Per gli antichi, infatti,  l’interezza risultava essere un importante valore umano, tanto da paragonarla alla perfezione della figura geometrica del cerchio.

  • Ma in realtà, che cosa significa essere soli?
  • E perché molte persone evitano la solitudine come se fosse la loro peggior nemica o una terribile malattia da evitare?
  • Perché la temiamo così tanto?

Nel viaggio della vita, nessun vero progresso può essere conquistato senza avere il tempo per riflettere. E in questo viaggio, la solitudine risulta essere essenziale, perché ci dà il tempo e l’opportunità di esplorare e conoscere meglio noi stessi.

 

paura della solitudine                    

“La solitudine a volte è la miglior compagna. Non fa mai domande inutili e spesso dà delle risposte”.

(Gabriele Martufi)

 

Eppure, nonostante i molteplici insegnamenti che la solitudine può portare, la maggior parte di noi preferisce evitarla; ci preoccupiamo di impegnare ogni istante della nostra vita con il rumore del mondo esterno, fatto da persone, cose e luoghi che talvolta neanche ci interessano.

L’unica cosa che conta è riempire quello spazio vuoto dentro di noi, pur di non restare soli con noi stessi. Ma quando ciò accade, perdiamo la prospettiva e, senza prospettiva, non siamo più in grado di vedere cosa realmente sta accadendo all’interno della nostra vita.

Così il rumore del mondo finisce con lo “zittire” la voce dell’anima, una voce che potrà essere udita solo in uno stato di silenzio e profonda riflessione; l’unica voce in grado di farci capire realmente chi siamo e cosa vogliamo!

 

paura della solitudine

“La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà”

(Fabrizio De André)

 

Ma come possiamo superare la paura della solitudine? In questo articolo voglio darti 3 suggerimenti che possano aiutarti ad affrontarla:

  • 1) Impara a considerare la solitudine come la tua migliore amica. In un’ottica di cambio prospettiva, non devi più considerare la solitudine come un nemico da combattere o una malattia da evitare, ma come la tua migliore amica. Considerala un’alleata in grado di farti esaminare nel profondo la tua vita, i tuoi desideri e le tue aspirazioni. La solitudine potrà aiutarti a svuotare, pulire e ripristinare un nuovo senso di fiducia nella vita; ecco perché non dovresti temere o resistere alla solitudine. Utilizzala, invece, a tuo vantaggio, per scavare un po’ più in profondità, per rimuovere gli ostacoli e per riconnetterti con te stesso! La disciplina della solitudine e del silenzio è una componente fondamentale in una vita sana: impara ad abbracciarla!
  • 2) Impara ad amare te stesso prima di chiunque altro. Amare se stessi, prima di chiunque altro, è un passaggio fondamentale per accettare e apprezzare il dono prezioso della solitudine. “Non occorre essere accettati dagli altri, conta solo imparare ad amare se stessi”; questa è una bellissima affermazione del monaco buddista Thich Nhat Hanh. E, in effetti, quando ci amiamo e stiamo bene con noi stessi, questo sentimento positivo è talmente di impatto sulla nostra vita che di conseguenza migliorano relazioni, salute, qualità del lavoro e il modo di gestire il futuro.
  • 3) Non riempire il tuo spazio interno con qualunque cosa pur di non restare solo. Il nostro spazio interno può essere considerato come un contenitore, come una bottiglia vuota; se sporchiamo questo spazio, qualsiasi cosa ne entrerà a contatto finirà con lo sporcarsi. Questo accade, soprattutto, quando vogliamo circondarci di cose e di persone, pur di non restare soli. Ma ciò che facciamo entrare, solo ed esclusivamente per soddisfare un bisogno, può diventare acqua sporca; invece, tutto quello che la vita accoglierà, semplicemente perché ci capita, potrà diventare acqua pulita. Troppe persone identificano la felicità con l’avere una relazione, una storia d’amore, ma è un grandissimo errore; infatti sono tantissime le persone a sentirsi sole, pur essendo circondate da un gran numero di persone. Meglio godersi la bellezza della solitudine, che accettare una relazione vuota e priva di soddisfazioni.

La solitudine è per lo spirito, ciò che il cibo è per il corpo”

(Seneca)

 

Per concludere, vorrei consigliarti un libro che è stato fonte di ispirazione per la realizzazione di questo articolo: “Qualcosa” di Chiara Gamberale. Un libro illustrato, scritto in forma di favola, che in maniera semplice e intuitiva induce il lettore a profonde riflessioni sulla vita, in particolar modo sul “senso di vuoto” che, molto spesso, accompagna ciascuno di noi.

Ma quel “vuoto”, se impariamo ad accettarlo e ad attribuirgli la giusta valenza, può rivelarsi un dono prezioso, come un passaggio segreto per capire realmente chi siamo e cosa vogliamo!

 

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